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Le prime contese vedevano protagonisti i cavalli, i quali, per non creare malumori, venivano scelti dai rioni sulla base di un primo, e molto rudimentale, tiro alla fune; fantini e relativi cavalli scelti gareggiavano in un campo preparato ad hoc poco fuori il paese per aggiudicarsi il primo rudimentale trofeo, rappresentato da un anello posto su un piedistallo.


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Date le crescenti difficoltà per preparare il campo di gara e la penuria di fantini "volontari", dal 1998 i quattro rioni si contesero il Palio solamente con il tiro alla fune.


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La disputa si svolgeva in un torneo all'italiana di sei tirate complessive nella quale le squadre si incontravano tra di loro in un doppio confronto con inversione di campo di gara, schierando formazioni composte da 7 tiratori, coordinate da un allenatore, detto "e Zarlador"; la squadra vincitrice di ogni sfida si aggiudicava tre punti, quella perdente nessuno.

Anche il trofeo messo in palio ogni anno venne cambiato e fu scelto di assegnare al rione vincitore una riproduzione dell'elmo di Alberico e una bandiera recante il vessillo donato dal papa al grande condottiero dopo la vittoria sui barbari a Marino.


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Dal 2014 si è deciso di cambiare nuovamente il format della contesa (che nel frattempo si era spostato di orario e location, dal pomeriggio di fronte alla chiesa alla sera nella piazza di Barbiano) abbandonando il tiro alla fune e rendendo più partecipi i ragazzi dei vari rioni. Le squadre, composte da 5 persone, si sfidano in quattro giochi che variano di anno in anno. Vince ovviamente chi totalizzerà più punti!


Minipalio:

Accanto al Palio vero e proprio si organizza da circa dieci anni anche il cosiddetto Minipalio, che si svolge solitamente il sabato pomeriggio della festa. Si tratta di una "mini-contesa" fatta appositamente per i bambini di Barbiano, i quali, suddivisi per rione di appartenenza, si sfidano in diversi giochi al fine di proclamare il rione vincitore.


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